In CPA vengono ricoverati Utenti con un limite massimo di età fino ai 65 anni, in prevalenza con diagnosi di psicosi schizofrenica e disturbi di personalità. Sono diagnosi di esclusione le demenze, quadri psico-organici, ritardo mentale medio e grave, dipendenza da sostanze. Il progetto riabilitativo è fondato soprattutto su percorsi riabilitativi individuali finalizzati ad una “recovery” e ad un reintegro sociale in opportunità abitative diversificate, in relazione al livello di disabilità. Il tempo massimo di degenza è 72 mesi, con possibilità di proroga di 6 mesi.
Il fine terapeutico in Torchietto è la riabilitazione, intesa come un “processo soggettivo di guarigione”, ove ciascun ospite ha un proprio piano terapeutico di intervento, definito e condiviso con la Persona. Per questo motivo, il programma riabilitativo non si fonda solo sulla regolare assunzione della terapia psicofarmacologica e/o l’adesione alle attività individuali o di gruppo, ma soprattutto sulla dimensione relazionale all’interno e all’esterno del contesto comunitario; la rete socio-familiare del paziente assume fondamentale importanza nel progetto terapeutico, con sviluppo di opportunità nel contesto sociale esterno.
Durante il percorso riabilitativo al Torchietto, agli Utenti vengono offerte attività finalizzate al miglioramento della cura della propria persona, del proprio spazio e degli effetti personali. L’assistenza è garantita da una equipe multi-professionale composta da medici psichiatri, specializzandi in psichiatria, infermieri, terapisti della riabilitazione psichiatrica, educatori, operatori socio- sanitari, che si confronta quotidianamente in momenti di riunione.
Caratteristica peculiare è la connotazione “a porte aperte” (non ci sono porte chiuse di accesso con l’esterno; assente una portineria; gli Utenti possono liberamente entrare e/o uscire dal Polo durante le ore diurne, secondo le esigenze personali connesse al progetto riabilitativo); il Polo è collocato nel contesto cittadino.
L’accesso avviene esclusivamente su invio dello psichiatra del CPS, che redige un Piano di Trattamento Individuale (PTI), in accordo con la microequipe di riferimento territoriale viene organizzata, ove possibile, una visita preliminare dell’Utente presso la struttura, o un incontro in remoto con lo stesso e l’equipe inviante.
Il percorso clinico-assistenziale di ciascun paziente inizia con la formulazione di un progetto terapeutico riabilitativo (PTR), personalizzato e coerente al piano terapeutico individuale.
Ultimo aggiornamento: 13/03/2025, 11:12